Trentino che piace/3 – Castagne al top, oltre 1.000 quintali

Castagne

Dopo alcuni anni negativi per via del cinipide, la raccolta dei marroni, pur non ancora conclusa, a detta dei produttori è molto positiva sia come quantità sia come qualità. La parte del leone la fa la zona di Castione: 500 quintali di frutti, selezionati con grande attenzione per evitare il minimo scarto. Esultano anche in valle del Chiese

Una gran bella stagione, qualitativamente e quantitativamente. E, verrebbe da aggiunge, finalmente, considerato che negli ultimi anni erano stati più i problemi che i prodotti raccolti. Stiamo parlando di castagne, un mercato relativamente piccolo, almeno pensando a mele e uva, ma che rappresenta un’importante specificità del Trentino. «Finalmente una bella annata, senza dubbio la migliore degli ultimi cinque anni» sorride Fulvio Viesi, presidente dell’Associazione tutela dei marroni di Castione, la realtà più importante a livello provinciale. «In Trentino è andata mediamente molto bene, siamo certamente tra il 70 e l’80 per cento del raccolto, ovvero tra i 1.000 e i 1.500 quintali. Il 100% sarebbero circa 2.000 quintali, ma non è facile arrivarci, per via dei castagneti non in ottima forma, magari non potati. Diciamo che le sensazioni, parlando con i produttori di tutta la provincia, sono ottime, ma nel nostro ambiente c’è un detto, ovvero “marroni e castagne si pesano il 32 di ottobre”. Per dire che i numeri ad oggi non possono essere certi».

In Trentino l’area di riferimento è Castione: nell’area della frazione di Brentonico quest’anno si raccoglieranno 500 quintali, grazie al contributo di una ventina di soci, di cui circa la metà particolarmente significativi. «Da noi – prosegue Viesi – è una grande annata sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo, dopo alcuni anni difficili. I prezzi di vendita sono buoni e si aggirano intorno ai 7 euro al chilo: ma attenzione, si tratta di prodotti tutti sani, messi nella retina con nome e telefono del produttore. Non confondiamo con i sacchetti che si comprano a prezzi minori ma poi la metà è guasta o da buttare. Noi mettiamo 65 pezzi al chilo e quei 65 sono tutti perfetti. È importante dare valore al prodotto, non al prezzo».

Come per il vino, ad esempio. Ma a Castione si potrebbe fare anche di più. «Non produciamo abbastanza rispetto a quanto si consuma, ma vogliamo tenere altissima la qualità e i consumatori devono sapere quello che c’è dietro a un sacchetto. Oltre a questo facciamo visite guidate, spieghiamo e non facciamo trattamenti di alcun tipo. E poi, come detto, sulla retina che vendiamo ci mettiamo la faccia».

Un’altra area del Trentino che esulta è la Valle del Chiese. «Un anno eccezionale per quantità e qualità – esulta Massimiliano Luzzani, referente dell’associazione locale per la tutela del castagno – dopo alcuni anni difficili per via del cinipide: abbiamo sconfitto le malattie grazie all’aiuto della Fondazione Mach e arriveremo a 300 quintali grazie ai circa 90 soci da Lodrone a Daone. Inoltre come associazione abbiamo un vivaio: tutte le 200 piante che abbiamo coltivato le abbiamo vendute e non riusciamo più a soddisfare la richiesta. Potremmo arrivare fino a 400. Questo vivaio è in un’area che ci è stata data in comodato dal Comune di Storo e per l’acqua usiamo l’acquedotto Sorino. Speriamo che Comuni e Bim si adoperino per un riammodernamento dell’impianto. Inoltre prosegue la proficua collaborazione con Agri 90, che speriamo anzi di incrementare».

Buone notizie arrivano anche da Drena, dove il punto di riferimento in tema di castagne è la giovanissima Alice Chiarani con la sua azienda agricola. «Abbiamo circa 6 ettari di piante e devo dire che la stagione è buona. Arriveremo a una trentina di quintali: quest’estate ci saremmo aspettati addirittura qualcosa in più, ma non ci lamentiamo. Nel territorio di Drena, contando anche gli altri produttori, credo si arriverà in totale a circa 40 quintali».

Saltando da ovest a est del Trentino, in Valsugana il caposaldo in tema castagne è Beniamino Froner che guida l’Associazione Produttori Castagne di Roncegno. «Anche da noi è un’ottima stagione: i castagni sparsi sulla montagna a monte di Roncegno sono circa 1.200 di cui circa 1.000 in piena produzione e 200 ormai vecchi di 500 anni. Credo arriveremo a 100 quintali di produzione».

Oltre alle classiche castagnate, questi frutti possono essere trasformati: birra, miele, zirele, liquori e anche 4.000 bottiglie di «Marroncino» di Castione.

Matteo Lunelli, «Castagne al top, oltre 1.000 quintali. Anno record in provincia. Sconfitto il parassita», in “l’Adige”, giovedì 19 ottobre 2017, p. 20.

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Trentino che piace 2 – Il castello di Sabbionara: Il più bel luogo d’Italia

sabbionara

Avio (TN). Uno spot nazionale, per certi versi inatteso, quello andato in onda su Kilimangiaro, la trasmissione di Rai Tre dedicata ai viaggi e ai documentari di viaggio. Nella classifica dei luoghi del Fai (il Fondo ambiente italiano) più belli d’Italia, svetta sul gradino più alto del podio il castello di Sabbionara.

A Kilimangiaro è stata Gloria Aura Bortolini a dare la classifica alla conduttrice Camila Raznovich: terzo posto per Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt, donato al Fai nel 2004 da Bruno e Liliana Collavo, in memoria dei genitori Aldo Collavo ed Erminia Secco, secondo posto per la spettacolare San Gimignano, dove il Fai gestisce la millenaria Torre Campatelli, e primo posto per il castello di Avio, al quale è stato dedicato un ampio servizio, con emozionanti riprese aeree del maniero costruito nell’undicesimo secolo dalla famiglia Castelbarco su uno sperone del monte Vignola e donato al Fondo ambiente italiano nel 1977 da Emanuela di Castelbarco Pindemonte Rezzonico.

Nel servizio, Lucia Borromeo del Fai ha raccontato per sommi capi la storia del castello e le sue caratteristiche costruttive, che nel tempo hanno sviluppato sempre maggiore capacità con la funzione di dare riparo non solo ai signori del luogo, ma anche agli abitanti, che in caso di guerre, battaglie o aggressioni potevano trovare tutela tra la mura dei Castelbarco.

Com’era logico aspettarsi, il servizio di Kilimangiaro è stato rilanciato sia dalla pagina Facebook di Visit Rovereto sia da numerosi aviensi, orgogliosi del loro monumento storico più significativo, che hanno così collaborato a far circolare la notizia sui social più seguiti. Un bell’impulso al turismo, considerando che Kilimangiaro conta in media oltre un milione di spettatori con un 6,99% di share.

«Il castello di Sabbionara è il più bel luogo d’Italia. La classifica del Fai trasmessa a Kilimangiaro, su Rai Tre: il maniero di Avio svetta sul podio davanti a San Gimignano e alla tenuta di Fontana Secca», in “Trentino”, Quotidiano fondato nel 1945, mercoledì 17 gennaio 2018, p. 30.

Trentino che piace 1 – I «geni» della robotica (studenti del Galilei) dal sindaco

Gli studenti di robotica del liceo Galilei di Trento premiati in Giappone al mondiale giovanile RoboCup "Rescue Maze"

Trento. Il sindaco Alessandro Andreatta, l’assessore all’innovazione Chiara Maule e l’assessore alla cultura Andrea Robol hanno ricevuto nel pomeriggio di lunedì 25 settembre a palazzo Geremia Francesco Ballerin, Alessandro Foradori e Loris Gjini, gli studenti del liceo scientifico “Galileo Galilei” che con Daniele Gottardini lo scorso luglio hanno partecipato a RoboCup «Rescue Maze», letteralmente «labirinto di salvataggio», il campionato mondiale giovanile di robotica a Nagoya in Giappone, ottenendo il premio per il «miglior software» e il quinto posto assoluto su 22 squadre.

I ragazzi, che si sono diplomati quest’anno, avevano già partecipato alla RoboCup Junior Italia e alla RoboCup European Open, ottenendo il primo posto fra le squadre italiane. Al 2015 risale la loro recente partecipazione ai campionati mondiali, allora tenutisi in Cina, dove ottennero il terzo posto assoluto e il record di punti in una singola manche.

La gara in cui si sono cimentati i giovani talenti consisteva nello sviluppo di un modellino di una macchina per aiutare la protezione civile nelle operazioni di ricerca di persone disperse in luoghi colpiti da terremoti o calamità naturali.

Da “l’Adige”, Quotidiano Indipendente del Trentino Alto Adige, martedì 26 settembre 2017, p. 14.