Spunti di riflessione 10 – Scelte/Paura/Cambiamento

A. J. Cook (Andrea Joy Cook)2

Se cerchiamo di non cambiare,
forse abbiamo proprio bisogno di farlo

Anne Wilson Schaef

Rischio e paura… faremmo qualunque cosa pur di evitarli entrambi. Ma quando c’è venuta l’idea che sia brutto provare paura e che noi non siamo in grado di gestirla? Per sottrarci a quel terrore che accompagna ogni scelta siamo disposte a fare qualsiasi cosa… un altro figlio, un lavoro gravoso, o un nuovo progetto per la casa.

La paura di affrontare noi stesse e di venire a patto con le scelte che abbiamo bisogno di fare è grande al punto che siamo disposte a far naufragare le nostre vite e quelle di chi ci sta accanto per evitare di prendere una decisione.

E allora perché ci irritiamo sempre se gli altri prendono una risoluzione al nostro posto, e non vogliamo essere responsabili delle nostre scelte?Se riusciamo a far sì che qualcun altro faccia una scelta per conto nostro, non abbiamo intenzione di portarne le conseguenze.

Io affermo di voler essere me stessa, e talvolta questo mi spaventa fino alla morte… niente paura, è tutto normale.

Anne Wilson Schaef, «Meditazioni per donne che hanno troppo da fare», Longanesi & C., Milano 1992, p. 369.

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Spunti di riflessione 9 – Paura/Controllo

A. J. Cook (Andrea Joy Cook)1

La paura ha un odore, come anche l’amore.

Margaret Atwood

Lo stomaco che si chiude, le mani che sudano, la crescente difficoltà a concentrarsi, il formicolio delle braccia e delle mani, l’ansia di apparire belle e di avere sempre la risposta giusta… noi tutte conosciamo la paura.

Purtroppo, la vita delle donne che hanno troppo da fare è governata dalla paura. Che succede se non siamo abbastanza belle? Se non siamo in orario? Se non piacciamo a nessuno?

Se siamo in preda all’ansia, siamo incapaci di fare qualcosa di buono. La paura e la nostra illusione di tenere tutto sotto controllo sono intimamente collegate, perché è proprio quando siamo convinte di riuscire a dominare le reazioni altrui che diventiamo timorose. La nostra preoccupazione è una forma di controllo preventivo.

Quando riconosco la mia paura e la trasformo in un potere superiore a me, riesco a svolgere il lavoro e a svolgerlo bene.

Anne Wilson Schaef, «Meditazioni per donne che hanno troppo da fare», Longanesi & C., Milano 1992, p. 370.

Spunti di riflessione 8 – Cause/Dualismo

A. J. Bailey12

Il pericolo più grande nella vita è rappresentato da quelle persone che vogliono cambiare tutto… oppure niente.

Lady Astor

Ben detto! Lady Astor ha esattamente colto il significato del concetto di dualismo nonché l’errore di esserne intrappolate. Coloro che vogliono cambiare tutto spesso diventato spietati nella loro assoluta determinazione riguardo a ciò che sanno essere giusto, mentre, al contrario, le persone che non vogliono cambiare alcunché sono così abituate a se stesse e agli altri da attraversare la vita senza guardare a destra o a sinistra. Nessuna delle due categorie fa molto né per se stessa né per gli altri. In effetti, entrambe operano secondo il medesimo principio egocentrico.

Qual è la terza possibilità? Eccola: essere presenti a se stesse e agli altri, accettando quelle cose che non possiamo cambiare, cambiando quelle cose che possiamo mutare, e avendo ben chiara la differenza.

Quando sono intrappolata in una «causa», divento “io” il problema. Quando non faccio alcunché per il mondo nel quale vivo, “io” sono il problema.

Anne Wilson Schaef, «Meditazioni per donne che hanno troppo da fare», Longanesi & C., Milano 1992, p. 371.

Spunti di riflessione 7 – Unione

A. J. Bailey9

Dio non conosce distanze.
Charleszetta Waddles

A volte sembriamo lontanissime da qualsiasi tipo di potere più grande di noi: in realtà non riusciamo a metterci in contatto con lui, e perdiamo la fede nella sua esistenza.
È importante ricordare che la distanza è dentro di noi. Siamo state noi ad allontanarci da quel potere e da quella unione, e non viceversa.
Se corriamo di qua e di là, sempre frenetiche, preoccupate e sommerse di lavoro, ci rimane ben poco tempo ed energia per il resto. Tuttavia, se ci fermiamo a guardare, scopriamo che siamo sempre unite a questo potere più grande di noi. Lui non ci ha mai lasciato. Siamo state noi a lasciarlo.

Io ho creato la distanza e io posso colmarla.

Anne Wilson Schaef, «Meditazioni per donne che hanno troppo da fare», Longanesi & C., Milano 1992, p. 372.

Spunti di riflessione 6 – Crescita

A. J. Bailey8

Rimanendo sdraiata o seduta
oppure passeggiando in quella stanza,
lei sentì di crescere e di cambiare.

Meridel Le Sueur

La nostra società idolatra a un punto tale la giovinezza che, per una donna, invecchiare è un’esperienza terrificante. L’espressione di Meridel Le Sueur «crescere e cambiare» è molto confortante: se capisco che, invecchiando, mi arricchisco e mi modifico, il mio processo di crescita assume un tono diverso.
Nella nostra tenuta, abbiamo due grossi cani: un alano femmina di sette anni (sette anni sono tanti per un alano!) e un allegro pastore tedesco di due anni. Sebbene lei tenga molto a mantenere il suo atteggiamento aristocratico e lui sia assai impegnato a crescere, tra loro c’è un rapporto bellissimo, pieno di devozione e tenerezza. Pare che a lui non importi affatto che lei sia una «vecchia signora» con alcuni peli grigi. Quando li guardo, mi rendo conto che gli esseri umani sono probabilmente l’unica specie che adora la giovinezza e disdegna la maturità. Tra gli animali, sembra proprio che la vecchiaia non conti.

Se fossi più giovane, probabilmente non saprei quello che, invece, conosco. Ho sempre la possibilità di crescere.

Anne Wilson Schaef, «Meditazioni per donne che hanno troppo da fare», Longanesi & C., Milano 1992, p. 373.

Spunti di riflessione 5 – Rimandare

A. J. Bailey7

Quando continuo a rimandare qualche cosa,
forse non la voglio semplicemente procrastinare:
è possibile che io abbia già preso una decisione
ma che non l’abbia ancora ammesso con me stessa.

Judith M. Knowlton

Contrariamente a quando si dice, noi – donne che hanno troppo da fare – non stiamo sempre facendo qualcosa. Siamo spesso troppo impegnate e sovraccariche di lavoro e così, molte volte, precipitiamo nella palude del rinvio. Sappiamo di avere cose che devono essere fatte e, più ci pensiamo, più ci sentiamo pesanti. Naturalmente, quando subentra questa sorta di letargo, rischiamo di affondare in momenti neri di autopunizione.

Se ciò avviene, è importante ricordare che la tendenza a procrastinare fa parte della nostra sindrome e che noi siamo impotenti nei suoi confronti. Solo quando ammettiamo la nostra impotenza, riconoscendo che il nostro continuo rimandare è del tutto insensato, riusciamo a capire che un potere più grande di noi può farci rinsavire. Se affidiamo la nostra vita e la nostra volontà a quel potere, possiamo realmente vedere che abbiamo preso una decisione e possiamo ammetterlo con noi stesse.

Sono proprio io che, a volte, mi rendo la vita impossibile. Fortunatamente, c’è un altro modo di comportarsi.

Anne Wilson Schaef, «Meditazioni per donne che hanno troppo da fare», Longanesi & C., Milano 1992, p. 374.

Spunti di riflessione 4 – Chiarezza / Cambiamenti / Crescita

A. J. Bailey6

Quindi iniziai a rendermi conto
che dovevo fare un altro passo
sulla strada dell’evoluzione e della crescita
.

Eileen Caddy

Talvolta evitiamo di essere chiare perché, d’istinto, sappiamo che, se assumiamo questo atteggiamento, dovremo cambiare qualcosa della nostra vita. Siamo così abituate a fare ciò che ci si aspetta da noi che è difficile sapere che cosa vogliamo o di che cosa abbiamo bisogno. Ci adeguiamo senza problemi alle richieste degli altri, specialmente se essi si trovano in una posizione di superiorità rispetto a noi, e poi scopriamo di sentirci confuse e frastornate.
Al di là di tutto ciò, il nostro processo interiore continua a spingerci verso l’evoluzione e la crescita. Qualcosa dentro di noi lotta per la chiarezza.

Crescere ed evolversi sono attività naturali degli esseri umani… come respirare e mangiare.

Anne Wilson Schaef, «Meditazioni per donne che hanno troppo da fare», Longanesi & C., Milano 1992, p. 375.