Il Santo del giorno/22 gennaio – San Vincenzo di Saragozza

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Troppo spesso questo mondo ci mette alla prova e ci lascia ferite profonde, ma guardare alla vita con gli occhi della fede rende queste sofferenze una porta aperta che conduce al cuore di Dio. La storia di coraggio e fermezza di san Vincenzo di Saragozza ci ricorda esattamente questo: chi vive nel Vangelo non teme “l’assalto” del mondo.

Vincenzo era un diacono, ricordato assieme al suo vescovo, Valerio, che però era balbuziente, trovando così nella grande capacità oratoria del suo collaboratore un valido aiuto. I due vennero arrestati a Saragozza nel 304 durante la persecuzione di Diocleziano. Quando li ebbe di fronte, il governatore di Valencia, Daciano, capì subito che Vincenzo era il più “pericoloso” e su di lui infierì con violenza brutale. Il diacono, però, non si piegò alle torture fino alla morte, convertendo molti con il suo esempio di coraggio e fiducia in Dio.

Matteo Liut, «Un coraggio e una fede in Dio forieri di molte conversioni», in “Avvenire”, martedì 22 gennaio 2019, p. 2.

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Il Santo del giorno/21 gennaio – Sant’Agnese

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L’anima pura è come un tempio perché lì s’incontra Dio e avvicinarsi ad essa significa fare esperienza del trascendente. Ecco perché la storia di sant’Agnese e del suo martirio è costellata di segni miracolosi: sono il modo per raccontare la profonda vicinanza di questa giovane credente al Creatore.

Figlia di una famiglia patrizia romana, ad appena 12 anni si ritrovò a vivere nel buio della persecuzione anticristiana (forse quella di Decio attorno al 250, oppure quella di Diocleziano dal 303). Lei aveva offerto la propria verginità a Cristo e respinse quindi un giovane, che la denunciò come cristiana. Catturata venne esposta nuda al pubblico nei pressi dell’attuale piazza Navona, ma nessuno poté avvicinarsi. Nemmeno il fuoco ebbe la meglio sulla ragazza, che alla fine fu uccisa con un colpo di spada alla gola, come un agnello.

Matteo Liut, «Nell’anima pura la casa di Dio», in “Avvenire”, domenica 21 gennaio 2018, p. 2.

Il Santo del giorno/20 gennaio – San Sebastiano

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San Sebastiano fu ucciso dalle frecce scoccate dai compagni soldati, un supplizio che fa pensare alle tante piccole persecuzioni che oggi i cristiani, anche nel mondo occidentale, subiscono quotidianamente se appena osano dichiarare la propria fede. L’esempio di questo santo, però, ci incoraggia a non ridurre mai il Vangelo a un mero “fatto privato”.

Poche le notizie storiche riguardanti Sebastiano: il martirologio lo dà originario di Milano e arrivato a Roma dove subì il martirio. Nato forse attorno al 263 per la tradizione era un cavaliere, che sfruttando l’amicizia con Diocleziano e affrontando la persecuzione anticristiana scatenata proprio dall’imperatore, portò aiuto ai perseguitati, convertendo anche altri prigionieri e gli stessi soldati. Un’opera che gli valse il martirio, avvenuto probabilmente nel 304.

Matteo Liut, «Come allora anche oggi le frecce contro i cristiani», in “Avvenire”, sabato 20 gennaio 2018, p. 2.

Il Santo del giorno/19 gennaio – San Bassiano

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Custodire la fede nella sua integrità non è solo questione di “forma” ma rappresenta una missione preziosa: solo la testimonianza coerente dell’originale messaggio del Risorto rende credibile la vita dei cristiani agli occhi del mondo. Tra i padri che hanno difeso la purezza del Vangelo nei primi secoli ci fu anche san Bassiano. Assieme all’amico Ambrogio fu un baluardo dell’ortodossia, a quel tempo minacciata soprattutto dall’eresia ariana.

Era nato nel 320 a Siracusa, pagano, figlio del prefetto della città, che lo inviò a Roma per gli studi. Convertito al cristianesimo, Bassiano fuggì a Ravenna: il padre voleva fargli rinnegare quella conversione. Ordinato prete, nel 374 fu scelto come vescovo di Laus Pompeia (oggi Lodi Vecchio). Prese parte agli eventi ecclesiali più importanti di quei decenni, come il Concilio di Aquileia del 381. Morì nel 409.

Matteo Liut, «Custodire il vero Vangelo sfida per tempi difficili», in “Avvenire”, venerdì 19 gennaio 2018, p. 2.

Il Santo del giorno/18 gennaio – Santa Margherita d’Ungheria

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Non basta “indossare un abito” o entrare in “luoghi sacri” per stare vicino a Dio, perché in realtà è necessario far diventare la propria anima una casa aperta al trascendente per trovare la fonte della vita. Santa Margherita d’Ungheria, una delle più grandi mistiche medievali del suo Paese, si trovò a vivere in monastero per volontà della famiglia. Ma quando il padre, il re Bela IV, pensò a un matrimonio per lei, Margherita rifiutò: tra quelle mura aveva trovato Dio e la sua vocazione.

Era nata nel 1242 a Buda e fu affidata da piccola alla Domenicane di Santa Maria nell’Isola delle Lepri sul Danubio. Nel 1261 pronunciò i voti, incamminandosi lungo un itinerario spirituale fatto di preghiera, ascolto della Parola, devozione all’Eucaristia e alla Passione di Gesù. Un percorso che la portò a una profonda esperienza mistica. Morì il 18 gennaio 1270.

Matteo Liut, «Devota all’Eucaristia e alla Passione di Gesù», in “Avvenire”, giovedì 18 gennaio 2018, p. 2.

Il Santo del giorno/17 gennaio – Sant’Antonio abate

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Io ero qui e assistevo alla tua lotta. La storia di sant’Antonio abate, uno dei santi più cari alla devozione popolare, ci parla di un Dio vicino, che si può incontrare in ogni luogo, anche nel buio dell’anima. «Io ero qui e assistevo alla tua lotta» è la risposta che, secondo il racconto di sant’Atanasio, Dio diede a sant’Antonio quando quest’ultimo si lamentò delle sofferenze patite durante l’inizio del suo percorso da eremita nel deserto d’Egitto.

Nato attorno al 250 a Coma, a 20 anni si ritirò in una spelonca nei pressi del villaggio, per poi trasferirsi sulle rive del Mar Rosso. In 80 anni da eremita alla ricerca di Dio attraverso l’essenzialità, Antonio divenne un punto di riferimento spirituale per i suoi contemporanei. Lasciò il suo romitaggio solo due volte per andare in soccorso dei fedeli di Alessandria provati dalla persecuzione e dalle eresie. Morì nel 356.

Matteo Liut, «Dio è vicino alla lotta di una vita essenziale», in “Avvenire”, mercoledì 17 gennaio 2018, p. 2.

Il Santo del giorno/16 gennaio – Beato Giuseppe Antonio Tovini

Tovini Giuseppe (1841-1897)

La missione è qui e ora: le persone che ci circondano, il territorio in cui viviamo, il Paese che ci dà cittadinanza hanno bisogno assoluto del Vangelo e della sua forza innervante. Il beato Giuseppe Antonio Tovini visse così la sua fede, come un’energia preziosa per costruire una “nuova” società: secondo lui “le nostre Indie sono le nostre scuole”.

Era nato nel 1841 a Cividate Camuno e da laico terziario francescano visse la propria fede impegnandosi in innumerevoli campi. Lavorava presso lo studio del bresciano Corbolani, di cui sposò la figlia Emilia ed ebbe 10 figli, e ricoprì numerosi incarichi nelle istituzioni locali. Fondò casse rurali, la Banca San Paolo di Brescia, il Banco Ambrosiano di Milano, il quotidiano “Il Cittadino di Brescia”, la rivista “Scuola italiana moderna” e l’”Unione Leone XIII”, che sfocerà nella Fuci. Morì a Brescia nel 1897.

Matteo Liut, «Nella “nuova” Italia trovò le sue “Indie”», in “Avvenire”, martedì 16 gennaio 2018, p. 2.