Caporalato 4 – Primo Maggio: “Lavoratori siate solidali”, in una lettera del 1919 la lungimiranza di don Orione sui temi del lavoro

don Orione

«Non lasciatevi sfruttare dal caporalato; non lasciatevi intimidire dalle minacce dei padroni; non prestatevi a certe manovre, che riescono sempre a danno vostro. E, occorrendo, legalmente, sì, ma insorgete! Unitevi contro i crumiri, e attenti a voi a non lasciarvi ingannare da un orario di lavoro oltre le otto ore». È un passaggio della lettera indirizzata nel 1919 da don Orione ai lavoratori e alle lavoratrici delle risaie, riproposta in occasione del 1° maggio dall’Opera Don Orione per la “sorprendente concretezza e lungimiranza sui problemi sociali del tempo”.

«Unitevi tutti e siate solidali!» esorta ancora don Orione, annunciando l’impegno dei cattolici nella «battaglia per le otto ore in risaia» e sottolineando l’importanza della protesta organizzata per la rivendicazione dei propri diritti: «Se tutti i paesi della diocesi che danno lavoratori alla risaia saranno collegati da una fitta, solida e cristiana rete di organizzazione risaiola, noi vi condurremo a certa vittoria. Per le vostre rivendicazioni, per l’intima giustizia della vostra santa causa, non ci daremo pace». «L’unione fa la forza – sono ancora parole del sacerdote -. Ogni catena che toglie la libertà si deve spezzare; ogni schiavitù si deve abolire: ogni servaggio deve finire per sempre».

«Primo Maggio: “Lavoratori siate solidali”, in una lettera del 1919 la lungimiranza di don Orione sui temi del lavoro», in “SIR”, Servizio di Informazione Religiosa, 30 aprile 2003 @ 13:04.

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Caporalato 3 – Lotta alla mafia: il 21 marzo Giornata in ricordo di tutte le vittime

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Una delegazione di ragazzi albanesi provenienti dai centri giovanili arriverà domani in Puglia e sarà accolta dal ministro dell’Interno, Enzo Bianco, da Luigi Ciotti, Rita Borsellino ed Enza Rando. Lo “sbarco della legalità” rientra nelle manifestazioni che “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” ed “Avviso pubblico” che per lo stesso scopo riunisce enti locali e Regioni, promuovono in preparazione della “Giornata della memoria e dell’impegno” che come ogni anno si celebra il 21 marzo “in ricordo di tutte le vittime delle mafie”.

Per la quinta edizione della Giornata è stata scelta come sede Casarano (Lecce). “La scelta della Puglia – spiegano gli organizzatori dell’iniziativa – è legata alla complessità che caratterizza questa terra, dovuta ad una criminalità organizzata, spesso sotterranea e sottovalutata e ad una serie di attività illecite quali il caporalato, il contrabbando, lo sfruttamento minorile, l’immigrazione clandestina, il traffico della armi e la droga che ne influenzano l’intero sviluppo economico e culturale”. La prima parte della manifestazione, titolata “Percorsi di legalità: verso la Giornata del 21 marzo” ha avuto inizio il 13 marzo ed ha coinvolto anche molte scuole del Salento.

Lo “sbarco” di domani consentirà ai ragazzi della provincia di Lecce e ai loro coetanei albanesi di partecipare ad uno stage di formazione che si terrà dal 19 al 22 marzo. La Giornata del 21 prevede in mattinata la lettura dei nomi delle vittime delle mafie ed una commemorazione civile. Nel pomeriggio un incontro pubblico su “Sviluppo, legalità, sicurezza – Istituzioni, forze dell’ordine, società civile” al quale parteciperanno Ottaviano Del Turco, presidente della commissione parlamentare antimafia, Pier Luigi Vigna, procuratore nazionale antimafia e il senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro.

«Lotta alla mafia: il 21 marzo Giornata in ricordo di tutte le vittime», in “SIR”, Servizio di Informazione Religiosa, 18 marzo 2000 @ 11:20.

Caporalato 2 – È morto mons. Armando Franco, presidente della Caritas Italiana

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e vescovo di Oria (Brindisi). Il presule è deceduto stamani, presso il vescovado della sua diocesi all’età di75 anni. Gli incarichi ricoperti da mons. Franco, ricorda un comunicato della Caritas italiana, ”rappresentano il coronamento di una vita spesa nell’attenzione verso gli ultimi e nell’impegno di promozione della carità all’interno della Chiesa e della società italiana. Segno di ciò sono l’ampio spazio riservato nella propria diocesi alla pastorale della carità e le iniziative di aiuto e intervento a favore dei poveri e degli emarginati di quel territorio. Una volta ai vertici della Caritas italiana, il presule ha confermato il convinto impegno verso le fasce sociali più deboli. Gli anni della sua presidenza si sono caratterizzati per l’accoglienza degli immigrati, soprattutto albanesi, e per una costante opera di sensibilizzazione sociale ed ecclesiale verso il fenomeno migratorio, oltre che per una speciale attenzione al disagio dei giovani disoccupati del Sud e per la denuncia di fenomeni criminosi del mercato del lavoro quali il caporalato”. ”Con mons. Franco – si legge ancora nel comunicato – la Caritas ha avviato un’attenta riflessione sullo Stato sociale, in particolare sui riflessi della riforma del Welfare State sulle fasce sociali più a rischio.

Sotto il profilo pastorale, gli anni della sua presidenza hanno visto l’elaborazione della Carta pastorale della Caritas e la partecipazione attiva dell’organismo al convegno ecclesiale di Palermo”.

Mons. Franco era nato a Mesagne, arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, il 6 maggio del 1922; ordinato sacerdote nel 1947 e vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa nel 1977, era stato traslato ad Oria nel 1981. Mons. Franco, oltre che Presidente della Caritas Italiana dal luglio del ’92, era Presidente della Commissione Episcopale per il servizio della carità e della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali.

«È morto mons. Armando Franco, presidente della Caritas Italiana», in “SIR”, Servizio di Informazione Religiosa, 15 dicembre 1997 @ 17:02.

Caporalato 1 – Assolti perché “Il fatto non sussiste” i Condirettori Caritas di Piacenza

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Questo il verdetto emesso oggi dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Piacenza, dopo aver ascoltato i due condirettori della Caritas diocesana, don Mauro Stabellini e don Sergio Bosini, accusati di “caporalato”. I due sacerdoti erano stati denunciati per aver aiutato “illecitamente” lavoratori immigrati a trovare lavoro in un’azienda agricola. Per protesta, otto vescovi italiani nei giorni scorsi si erano “autodenunciati” per la stessa ipotesi di reato. Il giudice per le indagini preliminari, Giovanni Picciau, dopo quasi due ore di udienza ha accolto la tesi difensiva degli avvocati Fabio Leggi e Alfonso Foppiani che chiedevano la piena assoluzione.

”Non poteva non andare così – ha commentato don Stabellini – Abbiamo affrontato il problema con molta serenità perché abbiamo sempre agito alla luce del sole”.

”Il problema comunque rimane – ha aggiunto don Bosini –. Speriamo che gli innumerevoli attestati di solidarietà e di stima pervenutici da ogni parte d’Italia possano costituire il primo passo verso l’approvazione di una nuova legge sull’immigrazione”.

«Assolti perché “Il fatto non sussiste” i Condirettori Caritas di Piacenza», in “SIR”, Servizio di Informazione Religiosa, 3 marzo 1995 @ 0:00.