Aneddoti 12

aneddoti

Durante un pranzo, un giovane uomo che si trovava seduto fra Madame de Stael e Madame Rècamier, volendo fare un complimento alle due donne, esclamò con enfasi:
«Eccomi qui fra l’intelligenza e la bellezza!».
«È vero
– aggiunse prontamente Talleyrand, che aveva udito la frase -. E senza possederne né l’una né l’altra!».

Da «La Settimana Enigmistica».

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Aneddoti 11

aneddoti

In un salotto romano si parlava di un’attrice non molto brava, ma che ha avuto numerose vicende sentimentali.
«Di lei – ha detto un pittore – i posteri diranno se non altro che è stata una grande amatrice…».
«Non esageriamo
– l’ha interrotto Paolo Stoppa – non scambiamo per una vita da grande amatrice una semplice successione di piccole crisi di nervi!».

Da “Tempo”, 19 giugno 1971, Anno XXXIII, n. 25.

Aneddoti 10

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Quando l’imperatore tedesco Guglielmo II andò a trovare papa Leone XIII, Bismark cercò di seguirlo nella sala delle udienze. Ma un nobile della corte papale lo trattenne perché l’udienza doveva essere a quattr’occhi.
«Sono il conte Herbert Bismark», gridò il tedesco, cercando di seguire l’imperatore.
«Questo – rispose il nobile romano con pacata dignità -, spiega la vostra condotta, ma non la scusa».

Da “Selezione dal Reader’s Digest”, maggio 1964.

Aneddoti 9

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Un chimico ad un altro, vedendo passare una splendida ragazza:
«Che bella disposizione di molecole!».

Da “Selezione dal Reader’s Digest”, giugno 1959.

Un fischio d’ammirazione giunse dal fondo dell’aula di chimica quando una bella ragazza, in un camice aderente, attraversò il fronte dell’aula stessa.
«Calmati!», disse un compagno allo studente che aveva fischiato. «È per tre quarti acqua!».
«È vero!,
– rispose l’altro con entusiasmo -, ma che tensione in superficie!».

Da “Selezione dal Reader’s Digest”, maggio 1960.

Aneddoti 8

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Monsignor d’Aviau de Sanzay, il quale fu arcivescovo di Bordeaux a inizio ‘800, aveva vinto con un suo vicario una scommessa, la cui posta era una tacchina tartufata. Il tempo però passava e il vicario sembrava aver dimenticato l’impegno preso. Quando l’arcivescovo, stanco di aspettare, interpellò il vicario, questi si scusò:
«Oh, monsignore, i tartufi non sono buoni quest’anno».
E l’altro:
«Bah! Questa è una voce messa in giro dai tacchini».

Aneddoti 7

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Banchetto a Roma in casa di un diplomatico straniero.
Una bella signora con minigonna ridottissima e due scollature, davanti e dietro, vertiginose, si trova seduta accanto a un prelato.
«Monsignore, mi deve credere – dice -, se avessi saputo avrei indossato un altro abito…».
«Non si preoccupi, signora
– ha sorriso il prelato -, ho l’abitudine a queste cose: sono stato sei anni missionario fra i selvaggi dell’Amazzonia».

Piero Accame su “Tempo”, 30 gennaio 1971.

Aneddoti 6

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Un giorno un amico disse a Michelangelo:
«È un vero peccato che non abbiate preso moglie, perché avreste avuto figli a cui lasciare tanti capolavori».
«Io ho per moglie l’arte e miei figli saranno le opere che dureranno in eterno. Il Ghiberti aveva figli e nipoti, che gli hanno finito tutto quello che aveva. Per fortuna aveva fatto le porte di San Giovanni e solo quelle sono rimaste!».