Tempo di Natale 19 – 12 gennaio – San Bernardo da Corleone

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1Gv 5,14-21; Gv 3,22-30

Viene sempre il momento in cui il sole tramonta per dare luogo ad una nuova aurora. Come chi smetta un abito vecchio per indossarne uno nuovo o come il corridore che consegna il testimone a un altro perché ne continui la corsa.

Giovanni il Battista – vangelo – si presenta oggi come colui che sa di essere giunto sul viale del tramonto. Dietro di lui c’è già colui al quale ha preparato la strada e ha indicato ai discepoli più fortunati come l’«agnello di Dio» (Gv 1,29). È già all’opera chi è venuto a «togliere il peccato del mondo» (cfr. ivi) e al quale non si sente neppur degno di «sciogliere il legaccio dei sandali» (Gv 1,27).

Può sembrare, a prima vista, una mesta pagina che si chiude; è, invece, una finestra che si spalanca sul mondo perché tutti possano inebriarsi della nuova ventata dello Spirito che con Gesù sopraggiunge «a rinnovare la faccia della terra» (cfr. Sal 104/103,30). Giovanni si ritira lasciando ai suoi discepoli l’ultima testimonianza della sua vocazione e missione: «La mia gioia è compiuta: Egli [Gesù] deve crescere e io invece diminuire».

È l’inaspettata esultanza dell’amico dello sposo che finalmente può ascoltare nel godere della sua presenza. Non importa se davanti a sé ha già l’immagine dell’ultimo tratto di strada in salita. La conclusione della sua vita nel carcere di Macheronte non potrà che essere l’autenticazione di una missione compiuta per amore.

Giovanni, l’evangelista, conclude la sua Lettera – prima lettura – con un’affermazione quanto mai consolante: in Cristo abbiamo la sicurezza di aver incontrato «il vero Dio e la vita eterna». Questo è indubbiamente fonte di serenità e di pace, non nel senso che il cristiano debba sentirsi, di fatto, al sicuro da qualsiasi forma di deviazioni o cadute, quanto piuttosto nel considerare una vita di peccato incompatibile, in linea di principio, con la sua vita di fede. E questo è anche richiamo a mantenere sempre viva una profonda coscienza del dono ricevuto.

La preghiera di noi credenti in Cristo Gesù, d’altro canto – preghiera reciproca gli uni per gli altri -, sarà sostegno alla nostra debolezza e fiducia indiscussa che «qualunque cosa chiediamo a Dio secondo la sua volontà, egli ci ascolta».

«E se sappiamo che Dio ci ascolta in quello che chiediamo, sappiamo di avere già quello che gli abbiamo chiesto».

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